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un nuovo piano di rinascita democratica
“A volte mi chiedo cosa stiamo aspettando..”
“Che sia troppo tardi madame..”
da “Oceano Mare” di Alessandro Baricco
Nel 1982, un Gran Maestro che la sapeva lunga stilò un “Piano di rinascita democratica” che assoggettasse il paese non non già ad una dittatura bensì ad una forma di “autoritarismo legale” realizzato con il consenso espresso dell’opinione pubblica..
Per ottenere il consenso dell’opinione pubblica, questa avrebbe dovuto essere convinta attraverso i mass media asserviti al potere in maniera non plateale ma subliminale, l’informazione non avrebbe avuto solo la funzione di propagandare l’azione riformatrice del Governo ma anche quella di appiattire la coscienza sociale del paese fino a cambiare i valori fondanti della società con quelli proposti dal gruppo di potere che sarebbero stati riconosciuti quali nuovi principi sociali sui quali regolare la vita del paese..
Era già tutto scritto, tutto programmato, tutto stabilito ed ora tutto questo viene realizzato con un progetto iniziato nei lontani anni ’80 quando un oscuro palazzinaro di Milano, tale Silvio Berlusconi entrò nel nascente agone delle televisioni private con Telemilano, divenuta successivamente Canale 5 ed estesasi in un network a livello nazionale di cui sarebbero poi entrate a fare parte Rete4 e Quinta Rete diventata poi Italia 1.. Le tre reti televisive costituirono il nucleo della società di produzione multimediale Mediaset fondata da Belusconi nel 1993..
In quello stesso anno l’imprenditore sottoposto a pressioni giudiziarie e con un pesante indebitamento aziendale decide di entrare in politica fondando il movimento Forza Italia che vinse le elezioni politiche del 1994 ed è stato allora che tutto è cominciato con l’asservimento di una corazzata televisiva alla realizzazione del Piano di rinascita democratica e contemporaneamente con con l’addomesticare la televisione pubblica alla stessa funzione..
A sedici anni di distanza tutto sembra ormai compiuto, l’informazione pubblica o privata che sia verte in un’unica direzione e gli italiani vivono ormai tra una fiction ed un reality ininterrotti di cui fanno parte integrante anche i telegiornali e gli spot pubblicitari in un diabolico zapping senza uscita..
In un paese come l’Italia in cui la maggior fonte di informazione è la televisione questo ha prodotto effetti devastanti attraverso la totale omologazione delle diverse fonti di informazione, ha sostituito la logica della lottizzazione a quella del proprietario unico ed ha trasformato anche le trasmissioni di intrattenimento in modelli allineati al pensiero dominante con poche eccezioni che hanno però il limite, essendo troppo “contro”, di sortire l’effetto opposto nella maggioranza del pubblico che si riconosce nei modelli imposti dall’alto..
Anche nella carta stampata le cose risultano in gran parte compromesse con i giornali di sinistra relegati a ruoli di nicchia e quelli vicini al centro destra proiettati ad una visibilità mai conosciuta prima e con il più grande quotidiano nazionale non schierato ma silenzioso mentre solo il quotidiano “la Repubblica” diretto da Ezio Mauro che assume una posizione precisa si nei confronti del Governo sia a difesa della libertà di informazione..
Per reagire alla lobotomizzazione di massa attuata mediante la totale occupazione dei media serve un nuovo piano di rinascita democratica ovvero il riprenderseli riprendendosi la libertà di informazione, informandosi ed informando a nostra volta..
Ma come visto che i media fanno capo ai grandi gruppi di potere a cui i cittadini non hanno accesso..? Oggi ci sono i new media a cui tutti invece hanno accesso, Internet, Blogs, YouTube, Social Networks sono le nuove armi a difesa di una informazione pluralista, libera, veritiera e corretta.. La strategia deve essere quella di correggere, smentire, confutare e controbattere tutto quello che ci viene propinato in maniera mirata dalle fonti ufficiali..
Informarsi ed informare, ragionare ed essere parte attiva della rinascita democratica perché la rassegnazione porta alla decadenza sociale, il bene individuale può essere raggiunto solo nell’ambito del bene collettivo e la responsabilità collettiva altro non è che la somma delle responsabilità individuali..
Deve essere compito di tutti noi essere new media per contrastare l’opera di chi ci vuole acquiescenti ed omologati ad una visione unica basata sul sapere poco e male che rende impossibile il formarsi una opinione libera e consapevole che sarebbe destabilizzante nei confronti del sistema attuale che ci vede comunque tutti scontenti..
I cittadini devono tornare ad essere protagonisti del cambiamento perché la democrazia è il governo del popolo ed è il popolo che deve smettere di essere massa passiva e lobotomizzata essendo vivo e propositivo ritrovando la propria unione su tematiche comuni al di la di visioni partitiche o schieramenti politici visto che gli obiettivi di fondo sono comunque condivisi da tutti..
E’ ora di ritrovarsi insieme perché il tempo stringe ed il futuro è adesso e senza una libera informazione non saremo noi a decidere del futuro nostro e di quello dei nostri figli nel nostro paese.. Cosa stiamo aspettando..?
Forse che sia troppo tardi..?
ShareMagazine Valigia BLU #3
Il terzo numero del Magazine Valigia BLU per la dignità dei giornalisti ed il rispetto dei cittadini con un articolo di Valeria Palumbo – l’Europeo
ShareMagazine Valigia BLU #2
Election Day
E’ l’unica maniera che ci resta per esprimerci, il solo diritto che ci resta e che ci consente di scegliere da chi essere amministrati visto che non ci viene più consentito di indicare da chi essere governati..
Regioni, Comuni e Province non sono una scelta politica ma enti che si occupano della vita di tutti i giorni di noi cittadini, dalle buche per le strade alla nostra salute, dalla mobilità all’energia ed a tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana..
Ci hanno voluto impedire di sapere cosa i candidati amministratori hanno in serbo per noi imbavagliando l’informazione per trasformare una consultazione amministrativa in un confronto politico ed un referendum sull’operato del governo ma non è responsabilità del governo se l’autobus non passa o se devi aspettare mesi per effettuare analisi cliniche..
Non cadete in questa trappola, andate a votare per cambiare in meglio la vostra vita e nel farlo non premiate chi ha cercato di impedirvelo con false argomentazioni..
La Libertà non è uno slogan ma una prospettiva..
ShareDiritto di Cronaca
Riporto un mio commento apparso il 3 Maggio sul Blog di Antonio Di Pietro in merito alla polemica sulla trasmissione Annozero del 1 Maggio per il presunto spazio dato a Grillo..
“Quello che ha fatto Santoro mostrando gli interventi di Grillo è pura cronaca.. Se arriviamo anche a censurare la cronaca di una manifestazione di popolo arriviamo al livello della Cina o della Birmania.. Che poi alcune delle sparate di Grillo possano essere o meno condivisibili è un latro paio di maniche ma la censura sulla cronaca degli eventi del nostro paese è inammissibile.. Che poi uno Sgarbi non sia stato espulso dallo studio al primo insulto è davvero vergognoso.. Ma questo è il regime che ci si prepara, il regime in cui Cuffaro bacia Dell’Utri in Senato e dove le intercettazioni tra Berlusconi e Cuffaro vengono distrutte.”
E se poi questo non è diritto di cronaca..

Il futuro dei giornali..
Il giornale come lo conosciamo ora è un grandissimo spreco di risorse, di carta, di tutta una filiera che serve a movimentare un numero immenso di copie che qualcuno legge e che pochi comprano..
Copie che vanno in omaggio o al macero ma che servono ad incrementare i dati sulla tiratura e a raggiungere quote per contributi carta, etc.
Il giornale la mattina è già passato.. MI sembra surreale che quando arrivo al bar la mattina mi soffermo comunque su di un giornale che riporta notizie che ho già letto online e che molte di queste siano anche superate dagli eventi.. Il giornale di carta è rigido, chiuso, lento.. Il giornale online è flessibile, adattativo, interattivo, veloce..
Il problema rimane sempre quello che ci metti dentro.. La qualità dell’informazione è a terra, non esiste più la capacità di fare informazione in maniera autonoma e tutti i giornali dicono le stesse cose riprese dalle agenzie..
Il giornale online dovrebbe anche per sua natura occuparsi molto di più di argomenti “digitali” visto che è fruito da un bacino di utenti evoluti.. Sarebbe interessante una rubrica-osservatorio permanente su Internet, Digital Divide, Wi-Fi, telefonia mobile, etc..
Si dovrebbero sfruttare molto meglio le possibilità di interazione offerte dal mezzo e non come si fa ora solo a mezzo servizio con blog abbastanza scarni, forums inusabili e commenti occasionali ad alcuni articoli ed il tutto in maniera lenta e macchinosa..
Invece di alimentare continue diatribe tra giornalisti-bloggers-bloggers-giornalisti sarebbe opportuno badare maggiormente alla qualità.. Giornale cartaceo e giornale online sono due rami dello stesso albero, quello dell’informazione..
La cosa importante è questo non si secchi e continui a crescere ed a produrre frutti..
Francesco d’Elia
Tags: giornali, giornali online, giornali web, informazione, casta dei giornali, v2-day
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